Vicino all’ingresso è affiorata l’immagine di
una santa (250 x 68 cm) portante in grembo due bambini in fasce,
sopra la quale si legge il nome di .S. LIBERATA;
questa, secondo la tradizione, era una vergine di Como del VI
secolo, fattasi monaca e morta in fama di santità. Non è noto
tuttavia il motivo per cui venne invocata come protettrice dei
bambini, dal momento che nelle rare raffigurazioni la santa
appare sempre con in braccio due infanti, uno per parte, in un
gesto materno. Sotto la figura si leggono le indicazioni:
.IO. MARIA. DE. TĒCONIB’. FIERI. VOLVIT. HOC. OP’. HOC. ANNO.
QUI. EST. L ET. I. SVPRA. M.D. OCTOB. (Giovanni Maria
Tenconi volle tale opera in questo anno, ovvero 50 e 1 dopo il
1500 ottobre).
La lesena centrale presenta ancora Santa Caterina
d’Alessandria (250 x 68 cm) con una raffigurazione uguale,
seppure ingrandita e rovesciata specularmente, a quella dipinta
nella nicchia. Ai piedi, racchiusa in una cartella, vi è la
scritta: .DEVOCIONE. FRANCIS. ET. ARCHANGELI. DE. CASTOLDIS.
P ACTV. DIE. VII. OCTOBRIS. M.D.LI (per devozione di
Francesco e Arcangelo Castoldi con atto del giorno 7 ottobre
1551).
La lesena vicina all’altare rappresenta, secondo la dicitura,
S. DONATVS M. il vescovo di Arezzo martirizzato verso
la metà del IV secolo, qui rappresentato in abiti vescovili con
pianeta, mitra in testa e bastone pastorale in mano. San Donato
era il patrono di chi aveva commissionato l’affresco, come
esplicitato nell’iscrizione sotto di esso: DEVOTIONE. IO:.
DONATI. BOSSII. OBLATI. VICEPRÆPOSITI. DAIIRAGI ANNO.
M.D.C.L.XX.I.V. DIE. XVIII. OCTOBRIS. (per devozione di
Giovanni Donato Bossi oblato viceprevosto di Dairago nell’anno
1674 nel giorno 18 ottobre). La data attesta che il dipinto è
posteriore agli altri di oltre un secolo, infatti il Bossi resse
la parrocchia dairaghese nel 1674, dopo la morte del prevosto
Carlo Francesco Bonsignori. |