NEI SECOLI PASSATI, il nome del paese è
sempre stato seguito dalla sua "dignità ", ossia dalla
demarcazione del ruolo civile e religioso che esso ricopriva.
In una pergamena dell'anno 922, che costituisce la prima
testimonianza scritta del luogo, il toponimo Dayrago
appare nella sua forma più antica, con la lettera "y".
Questa grafia rimase inalterata per i successivi seicento anni,
salvo rare eccezioni.
Dalla metà del Cinquecento si affermò l'uso di considerare la "y"
compendio di "i + j" e quindi, per circa un
secolo, divenne comune la scrittura Daijrago.
Nel corso del Seicento si fece predominante la scrittura
Dairago con la sola "i", che prima era
solo occasionale. Tale uso continuò fino alla metà del secolo
successivo, quando, al posto dell'usuale "i",
s'impose la "j"; perciò il nome del paese,
soprattutto a cavallo tra Sette e Ottocento, fu normalmente
scritto nella variante Dajrago.
Successivamente l'impiego della "j" divenne
sempre più sporadico, fino a cessare nell'ultimo quarto
dell'Ottocento, allorché si affermò definitivamente l'odierna
grafia Dairago. |